Due gruppi armati l’uno contro l’altro, da una parte il grande capo Sorbello con i suoi: Salvo Sbona, Salvo Midolo, Mirko Caruso, Massimo Magnano, Paolo di Dato, Alfredo Russo, Nuccio Ribera,  Giuseppe Marchese e Pierfrancesco Scollo che fa finta di stare all’opposizione, ma non si capisce contro chi, sta seduto al suo vecchio posto da quando era contro Cannata e Sorbello, ma oggi, fulminato sulla via di Damasco, riscalda sempre lo stesso posto, ma, nella sostanza, sta con Sorbello. Vota in nome e per conto di Sorbello, dovrebbe essere candidato con Sorbello, immolandosi per Sorbello per poi, quando scoprirà l’imbroglio, diventare un altro nemico acerrimo di Sorbello?

L’atro gruppo, capitanato da più capi, da Nuccio Scollo a Salvo La Rosa, da Peppe Carta a Giuseppe Giampapa, da Nuccio Gigliuto a Giuseppe Castro, e poi, forse, i dissidenti dei due gruppi, da Antonio Annino a Tommaso Cannella a Santo Scibilia.

Questi ultimi due gruppi, ieri sera, se le sono suonate di santa ragione, complice anche un volantino fatto circolare da alcuni cittadini melillesi, che hanno spiegato molto bene gli imbrogli e gli affari fatti da tutti i vecchi politicanti della comunità. Il volantino denunciava di non essere d’accordo con il business della falsa accoglienza con l’apertura di nuovi centri di immigrati. Il volantino esortava anche i vecchi politicanti a fare una scelta consapevole invitandoli a scegliere tra la politica e l’impresa, esortando la cittadinanza a non votarli più e lavorare per mandarli tutti a casa.

Apriti cielo, ed allora bisognava far sapere alla gente quanti soldi si sono fottuti con varie progettazioni tutti quelli che adesso si sono schierati pro Cannata. Ci ha pensato Sbona, a far un elenco di progetti passati, che lo stesso presidente del consiglio comunale ha elencato come possibili business del passato, giusto quando tra gli assessori di Sorbello sindaco, figurava l’ing. Salvo La Rosa assessore a sua volta ai lavori pubblici, oggi, dice Sbona, paladino della correttezza e che invoca ad alta voce: trasparenza, e giù di lì, a far sapere di soldi spesi per le progettazioni della piscina comunale euro 84 mila, della scuola di via Matteotti 64 mila euro, sempre per la progettazione, ed ancora euro 168 mila euro per la progettazione di Piazza del Carmine, poi, continua Sbona, euro 49 mila per via Emilio Prazio, grande artista melillese che da morto si starà rivoltando nella tomba, ancora 41 mila euro spesi per via Parroco Fiorilla ed anche 128 mila euro per la progettazione dell’area P.I.P.

Non c’è che dire! ieri sera è andato in scena lo sputtanamento generale. Ci hanno fatto sapere come hanno sperperato, chiamiamolo così, per non dire altro, centinaia di migliaia di euro, a fronte dell’insignificante business che vorrebbe fare la famiglia Sbona con l’apertura dei centri di accoglienza per minori stranieri non accompagnati alias altri migranti a Melilli.

La trovata che si è praticata, ieri, alla fine del consiglio comunale, che è stato la vergogna della vergogna, è stata quella di garantire, eventualmente, Città Giardino, a non aprire più centri di accoglienza di qualsiasi genere, ordine e grado, anzi il presidente del consiglio ha ulteriormente forzato la mano dichiarandosi d’accordo nel chiudere anche i centri esistenti e tra questi la “Zagara” e lo Sprar Aretusa, l’importante però, ha sostenuto Sbona, che si possa garantire l’apertura di piccoli centri di accoglienza per minori a Melilli, garantendo così eventualmente la famiglia. Dopo circa tre ore di sputtanamento totale di un gruppo contro l’altro ed anche di sputtanamento all’interno dello stesso gruppo, Sorbello contro Sbona, il consiglio è stato sciolto per essere convocato stasera alle ore 19,30 dopo aver votato una seconda mozione che non tiene conto della volontà dei cittadini di Città Giardino e della cittadinanza melillese, che si era già espressa contro le case di accoglienza di prima e seconda.

“Stasera, va in onda la seconda puntata del consiglio comunale di Melilli, e siccome il gruppo di opposizione a Cannata, nella sostanza è maggioranza al consiglio comunale, sicuramente sarà messa sotto i piedi per l’ulteriore volta la petizione popolare che i cittadini di Melilli e frazioni hanno firmato quando furono convocati dal prefetto di Siracusa” afferma la dott.ssa Mara Nicotra di Alternativa Libera.

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