“Se il Comune di Melilli deciderà di non dare l’autorizzazione e motiverà comunque in maniera circostanziata e dettagliata il suo no, non mi assumerò la responsabilità di consentire l’apertura di un altro centro di accoglienza” .Queste le parole pronunciate ieri pomeriggio dal prefetto di Siracusa Armando Gradone, rasserenando gli animi degli abitanti di Città Giardino, stemperando una tensione culminata nell’occupazione, lunedì mattina, degli uffici della delegazione amministrativa.

Armando Gradone ha ricevuto una folta delegazione di cittadini, una rappresentanza della Giunta (presenti il vicesindaco Enzo Coco e l’assessore allo sport, turismo e spettacolo, Daniela Ternullo), alcuni membri del consiglio comunale (Nuccio Scollo, Salvo La Rosa, Salvo Midolo e Tommaso Cannella), il delegato amministrativo Giuseppe Corradino, e anche Arturo Andolina presidente di AL (Alternativa Libera di Melilli) accreditato direttamente dal deputato Eleonora Bechis del gruppo parlamentare di AL.

Negli uffici di piazza Archimede. Il Prefetto Gradone ha ribadito ai presenti che a breve sarà pubblicato un avviso pubblico per la gestione di un Centro di accoglienza per minori non accompagnati, chiedendo la disponibilità ai Comuni del siracusano. Tra questi, anche Melilli.

Dopo il diniego informale del primo cittadino, adesso l’amministrazione comunale dovrà preparare un documento in cui spiegherà per quali ragioni si oppone all’apertura del Centro per minori.

Nel corso degli interventi che si sono susseguiti, Arturo Andolina, presidente di AL (Alternativa Libera di Melilli) ha voluto ricordare ai presenti, riferendosi principalmente ai rappresentanti del comune, che i motivi di insussistenza per non poter autorizzare i centri di accoglienza, il comune di Melilli li ha già scritti, quindi esistono e sono previsti nel piano di fabbricazione antecedente all’approvazione del piano regolatore che l’assessorato Regionale Territorio/Ambiente ha approvato. Lo strumento urbanistico generale del 22 settembre del 2003 mai modificato e che all’articolo 23 Bis del programma di fabbricazione prevede, infatti, che in zona E agricola è possibile costruire locali di esposizione e vendita e strutture ricettive di tipo alberghiero.

Attraverso tale strumento, abbiamo finalmente capito che, volendo il comune di Melilli avrebbe potuto vietare qualsiasi insediamento di centri di accoglienza fin dal primo momento. Ma così non è stato! poiché i fabbricati insistenti nella frazione di Città Giardino erano ed ancora in alcuni casi sono di proprietà di gruppi politici organizzati di Melillesi, che forzando la mano nel cambio della destinazione d’uso hanno potuto affittare a colpi di decine di migliaia di euro a società riconducibili ai gestori degli SPRAR e dei diversi centri di accoglienza.

A questo punto si mette fine alla barzelletta più volte raccontata da qualche consigliere comunale ex assessore, che ha sempre negato di non aver saputo mai nulla sugli insediamenti nel territorio, scagionando se stesso e l’Amministrazione, dichiarando agli ignari cittadini che gli insediamenti fossero state forzature della Prefettura e dello stesso Prefetto Gradone, che ieri in riunione con i cittadini ha dichiarato candidamente che:

“ Mai e poi mai avrei imposto all’amministrazione l’insediamento di tale strutture – Il Prefetto ha dichiarato ancora che, – la legge obbliga i Prefetti a individuare dei centri per la sistemazione dei migranti che sulle coste siciliane arrivano senza soluzione di continuità. La patata bollente spetta a noi e, non avendo la bacchetta magica per venire a capo di situazioni intricate, chiediamo comunque ai Comuni di avere buon senso, collaborando come possono per la prima accoglienza. Città Giardino avrà i suoi buoni motivi per opporsi all’apertura di un nuovo centro. Al Comune di Melilli è stato chiesto e sarà ancora chiesto quali saranno i motivi ostativi, e se validi, non potrò non tener conto della volontà degli amministratori pubblici locali. A decidere formalmente sarà dunque la Giunta che sorregge l’attuale amministrazione”.

 Adesso è tutto chiaro, i centri di accoglienza a Città Giardino sono nati con l’imbroglio perché erano e sono ancora interessati noti politici Melillesi. Adesso sono diventati chiari anche i motivi dell’aggressione a Mara Nicotra e marito lo scorso 23 settembre, da parte della famiglia Midolo, che non voleva che si arrivasse davanti al Prefetto, molto probabilmente, per impedire che gli altarini venissero scoperti. Ci ha pensato la Digos e i Carabinieri ad avvisare il Prefetto a seguito dell’occupazione della delegazione. Ora è tutto chiaro e vogliamo augurarci che l’attuale amministrazione che sorregge le sorti del comune di Melilli sia consequenziale agli impegni assunti ieri in prefettura.

Mara Nicotra candidata sindaco di AL a Melilli dichiara: “Spero che con le prossime elezioni amministrative chi sarà eletto sindaco abbia la capacità e l’onestà intellettuale di far prevalere gli interessi della collettività piuttosto che gli interessi personali di molti politici melillesi. Il comune deve diventare un palazzo di vetro e la casa di tutti.”

 

Commenti

commenti

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata