Un consiglio comunale quello di giovedì iniziato con un colpo di scena. Il sindaco Cannata chiede la parola e legge un documento con il quale manifesta l’intenzione del ritiro del bando per l’istituzione del centro accoglienza immigrati richiedenti asilo politico. In altre parole, il “C.A.R.A.”. Tanto discusso, in questi giorni, da alcuni residenti di Città Giardino.

La notizia ha reso felici quei pochi presenti tra gli spettatori che nei giorni precedenti avevano protestato contro l’amministrazione, e di conseguenza tutti gli organi di informazione hanno dichiarato in maniera pomposa: “La protesta dei cittadini ha avuto il sopravvento sulle decisioni del sindaco Cannata”. Fare informazione, fare giornalismo, purtroppo non è un mestiere che tutti possono fare, bisogna essere preparati, approfondire le notizie, soprattutto chiedere e capire se quanto annunciato può essere considerata  una bufala.

Per quanto ci riguarda siamo convinti che il centro C.A.R.A. si farà, per due ordini di motivi: il primo, sta nel fatto che l’avviso esplorativo emanato dal comune il 17 gennaio scorso, ha avuto il percorso che avrebbe dovuto avere, cioè il tutto si è concluso nel momento in cui una società, nel rispondere alla ricerca di location, ha presentato un proprio progetto.  Il comune lo ha accettato e lo ha spedito al ministero degli interni, il quale ministero, a sua volta, lo ha già vagliato, e, pertanto, darà mandato ai proponenti di realizzare la struttura.

Quindi, il compito del comune è cessato nel momento in cui ha spedito la documentazione al ministero. E siccome il comune non ha nessun ruolo, neanche quello della compartecipazione, perché sarà del governo nazionale la volontà di realizzare la struttura,  Come al solito il buon Cannata ha bleffato, oppure, con l’atto annunciato, ha voluto dimostrare tutta la propria incompetenza. Incompetenza provata, anche nel momento in cui, subito dopo l’uscita del Cannata, dalla maggioranza del consiglio comunale ha stabilito che a breve dovrà tenersi un consiglio comunale ad hoc, proprio per discutere sul centro di accoglienza C.A.R.A.. Ora se il bando è stato ritirato, come sostiene Cannata, che motivo ci sarebbe nell’indire un altro consiglio per discutere dell’argomento? Chi vivrà vedrà.

Il problema vero sta nel fatto che quest’amministrazione è veramente allo sbando, tutti sono contro tutti, non si capisce più chi sta con la maggioranza e chi con l’opposizione, si continua a discutere sul sesso degli angeli e si continuano a perdere risorse nel non indire, invece, la gara di appalto per la raccolta dei rifiuti, che va avanti da anni con proroghe, mantenendo una consulente che da quando è stata nominata tutto ha fatto tranne quello che avrebbe dovuto fare.

Nell’ultimo convegno preparato da questa scienziata è venuta fuori la notizia che entro il 2020 la raccolta differenziata raggiungerà nel territorio il 30%. Percentuale punibile dalla legge poiché avremmo già dovuto raggiungere il 65% per pagare meno in bolletta.

Inoltre, la stessa, non ha spiegato nessun percorso, non ha comunicato se ci sono stati contatti con piattaforme per il conferimento della differenziata, insomma nulla, senza ciò non ci potranno essere ricadute positive per il comune stesso.

Ci voleva la scienza e la competenza di una consulente, tra l’altro del settore legale, per ascoltare tali minchiate.

Per fare la raccolta differenziata a nostro avviso, basta la volontà politica, emanare un’ordinanza con la quale si comunica alla cittadinanza che da tale giorno scompariranno i cassonetti dalle strade e si inizierà la raccolta porta a porta.

Con la stessa ordinanza, si comunica ai cittadini: l’orario della raccolta, il tipo di rifiuto, il calendario di come si raccoglierà il rifiuto stesso, per esempio, il lunedì si raccoglierà l’umido, il martedì la carta e il cartone, il mercoledì  di nuovo l’umido, il giovedì il vetro, il venerdì e il sabato di nuovo l’umido, per ricominciare con la settimana successiva il ciclo di conferimento.  Il metodo è lo stesso che viene utilizzato nei paesi del Nord Italia, ove partendo dal 65% di raccolta, limite minimo consentito dall’attuale decreto sui rifiuti, si raggiunge in 3 anni anche il 90% di differenziata. E il cittadino paga meno soldi in bolletta per il conferimento in discarica.

A questo punto che motivo ci sarebbe nell’aspettare il 2020 per arrivare al 30%?.

Il sistema del porta a porta farebbe schizzare la raccolta differenziata in un anno almeno oltre il 70%, col rischio di creare, pure, occupazione giovanile, circa 90 giovani che si dedicherebbero al porta a porta, per la raccolta plastica, vetro, alluminio, carta e cartone e soprattutto l’umido da conferire finalmente nel nostro impianto di compostaggio; scomparirebbero, anche, gli odiosi cassonetti, depredati dai gatti, topi e cani randagi, dalla puzza insopportabile e col percolato che non viene mai conferito nei depuratori. Il paese certamente sarebbe non solo esteticamente più decoroso e all’avanguardia con i paesi del Nord, bensì, rigorosamente più pulito.

Tutto ciò potrà essere possibile, solo se, un’amministrazione attenta e responsabile lo vorrà.

Ci sarebbe un risparmio per le casse comunali, poiché è risaputo che la mondezza non è un rifiuto ma una risorsa, e per questa ragione i cittadini potrebbero avere delle royalties, perché la carta, il vetro , l’umido, il legno, piuttosto che essere smaltiti tal quali in discariche, che costano ed inquinano pure le falde, sarebbero conferiti in piattaforme e riciclati, dunque diventerebbero risorse economiche, così come impone la direttiva della Comunità Europea (CE) a tutti gli stati membri, comuni e regioni. Infatti la CEE tende a raggiungere entro il 2020 la strategia del rifiuto zero, partendo dal riciclo e dalla progettazione del non rifiuto. Siamo o non siamo cittadini della Comunità europea? Siamo o non siamo italiani come i trentini e altri cittadini del Nord in cui in un anno raggiungono oltre il 95% di raccolta differenziata?

Pippo Sorbello ha affondato il coltello nella piaga, dichiarando che, questa amministrazione, è da tempo che parla di fare un bando per il nuovo appalto sulla raccolta dei rifiuti. Ha espresso, anche, tutta la sua preoccupazione sulla problematica degli imbullonati, che con l’approvazione della legge di stabilità n. 208/2015 (comma 21), è stata varata, con decorrenza dal 1° gennaio 2016, una nuova disciplina per la determinazione della rendita catastale degli immobili censiti nei gruppi catastali D ed E: dagli elementi da computare nel calcolo della rendita sono esclusi i macchinari, i congegni, le attrezzature e gli altri impianti funzionali allo specifico processo produttivo; rimangono, invece, soggetti al processo di valutazione catastale (attraverso stima diretta), il suolo, le costruzioni e i soli impianti a essi strutturalmente connessi che accrescono normalmente la qualità e utilità dell’unità immobiliare.

Per quanto detto prima, é previsto, limitatamente all’annualità in corso, che gli atti di aggiornamento delle rendite relative agli immobili in questione presentati entro il 15 giugno 2016 hanno effetto retroattivo al 1° gennaio 2016.

Quest’ultima previsione intende derogare alla regola Imu, secondo cui la base imponibile del tributo comunale si determina su quella delle rendite risultanti in catasto al primo gennaio di ciascun anno. Ne consegue che, se la rendita rideterminata dal contribuente viene presentata entro il 15 giugno, la stessa avrà effetto retroattivo e potrà essere utilizzata già in sede di acconto Imu/Tasi.

Oltre la suddetta data, invece, ma entro la fine del corrente anno, la rendita sarà utilizzata ai fini dei tributi dovuti per il 2017.

Se tutto ciò, quindi, non sarà esperito entro i prossimi giorni, questo ha inteso denunciare nella protesta Sorbello, il comune subirà un danno erariale che si ripercuoterà già dal gennaio 2017, mettendo in crisi le casse comunali già rese asfittiche dalle continue risorse tagliate dal governo regionale e nazionale.

Commenti

commenti

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata