Erba alta quasi mezzo metro, recinzioni rotte o addirittura mancanti, bottiglie e spazzatura varia abbandonate ai bordi del campo. Servizi igienici intasati dall’incuria e dal degrado, ristagni d’acqua putrida nei canali di scolo, sporcizia sui muri e sui pavimenti degli spogliatoi. Da tempo immemore la situazione igienico-sanitaria dello stadio Comunale di Melilli ha superato il limite di guardia, preoccupando giustamente quei cittadini che quotidianamente, malgrado tutto, non mancano di frequentare l’impianto per fare un po’ di sport. Manca perfino la vecchia barra di ferro davanti all’ingresso principale, che fino a qualche mese fa impediva l’accesso all’interno ai ragazzi a bordo dei loro motorini. Adesso, invece, chiunque può entrare a tutta velocità, girare tranquillamente in sella al proprio scooter e, con grave rischio per la sicurezza di chi si allena o è lì per una tranquilla passeggiata coi propri bambini, fare gare di velocità lungo la strada che costeggia la pista di atletica e che porta verso la pineta o i campi da tennis. Questi ultimi rappresentano poi probabilmente l’immagine simbolo del degrado in cui versa il complesso: non solo i terreni di gioco vengono utilizzati ormai come campi di calcetto, ma i bagni adiacenti sono ridotti in condizioni misere, con le porte divelte, i sanitari mancanti o, laddove ancora presenti, letteralmente spezzati e insozzati con ogni tipo di schifezza possibile e immaginabile. In tanti hanno lamentato queste carenze all’amministrazione comunale, perfino pare i dipendenti che prestano servizio allo stadio, i quali nonostante l’impegno e la buona volontà faticano da soli a tenere a bada la situazione. Tutto inutile, a nessuno sembra interessare la questione. Così, fra gli sportivi melillesi c’è chi ci scherza su dicendo “dai, vedi il tutto come un corso di sopravvivenza. In fondo mentre corri alleni anche i riflessi cercando di evitare zecche, erbacce e motorini”, e chi la prende con filosofia e, con un pizzico di ironia, indicando se stesso e il gruppetto di amici e amiche seduti accanto a lui davanti agli spogliatoi per riposarsi un attimo prima di andare a casa, dice: “sembra di essere all’Isola dei Famosi. Abbiamo la giungla, gli insetti, il caldo e noi che sembriamo dei naufraghi. Ci mancano solo il mare e la doccia”. Già, perché mentre quelle prefabbricate del reality show nel Parco Nazionale di Los Haitises funzionavano a meraviglia, quelle dell’impianto melillese sembrano defunte da tempo. E comunque nessuno sano di mente avrebbe il coraggio di provarle fra insetti, sporcizia e il concreto rischio di prendersi qualche malattia. Va bene il parallelo coi “superstiti” del noto programma di Mediaset, avranno pensato, ma meglio non esagerare.
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